jingle pubblicitari e new songs

Li sentite i jingle pubblicitari? E le canzoni alla radio? Io ne sono diventata insofferente. Melodie scarne e testi superficiali e vuoti. È il riflesso di quella che è la nostra società: superficiale e scarna. L’attenzione al prossimo e ai valori, lascia ormai posto ai selfie e ai post su Facebook. L’analfabetismo funzionale esiste, per molti, i quali si lasciano inconsapevolmente strumentalizzare.  Mi sembra che tutto sia vissuto come uno scherzo puerile, la risata facile per la battuta sciocca: considerazioni scontate nelle situazioni più disparate. L’indipendenza di pensiero associata alla riflessione ponderata è ormai una rarità. 

Radio

Entrò in macchina più velocemente che poteva e tentò di non bagnarsi troppo i pantaloni mentre faceva scivolare l’ombrello fradicio sopra le gambe per poi appoggiarlo alla bene e meglio sul sedile del passeggero. Le mani erano fredde e bagnate. Appoggiò le dita alle labbra socchiuse dalle quali usciva un alito tiepido. Il piede sulla frizione, girò la chiave ed inserì frettolosamente la retromarcia. Sterzò a destra, poi a sinistra, mise la freccia ed uscì dal parcheggio. Guidava con la testa ancora addormentata per l’ora e per il freddo che, come una serpe, strisciava e raggiungeva tutto il corpo. L’indice avvolgeva, assieme al resto della mano, il volante e sperava che l’auto si scaldasse presto: il naso cominciava a colare e le punte delle dita dei piedi ad irrigidirsi. I capelli umidi le davano fastidio e la innervosivano. Finalmente la lancetta segnante la temperatura dell’auto si era alzata. Aprì l’aria calda al massimo, le dita delle mani ripresero vita, il volto si rilassò così come spalle e gambe. Poté finalmente premere il tasto power dell’autoradio.