L’importanza della lentezza

Sono arrivata a questo ponte del 2 giugno veramente stanca. Perché? Perché corro. Corro in macchina, corro a far la spesa, corro al telefono, corro per sport. E questo, per come sono fatta io, è sbagliato e logorante. L’importanza della lentezza e l’importanza del silenzio le ho proprio sottovalute. Ciò non significa muoversi come le lumache o essere inconcludenti. Significa dedicare il tempo necessario che le cose da fare richiedono. Altrimenti, si va in burn out. Totale.

Muoversi per sport, per lavoro o altro? Troppa fatica

Il problema dei giovani d’oggi è che non hanno voglia di fare fatica. Vorrebbero guadagnare senza troppi sforzi per sfoggiare orologi e denti bianchi agli aperitivi con gli amici e desiderano fisici scolpiti senza dieta o sport. Perché si fa fatica. Sto guardando una partita di beach volley tra amici. La palla cade spesso fuori dal campo perché ovviamente è fatica giocare bene, e quando la palla scappa dal campo…. Partono le lamentele e le scene pietose per andare a recuperarla. Ci manca proprio solo una mamma che riporti la palla ai bambini.

La volontà non basta.

Quante volte ci viene detto “volere è potere”, oppure “se veramente lo vuoi allora vedrai che ce la farai”, e quante volte, nonostante la forte fortissima volontà e l’impegno, siamo comunque rimasti al palo. Le sconfitte pesano. Le sconfitte sono macigni, e ci vuole del tempo per digerirle. Ed è difficile rimettersi subito in pista, con la stessa voglia e tenacia. A tutti quei motivatori che ripetono “dai che ce la puoi fare! Vedrai che ce la farai! Se ce la metti tutta raggiungerai i tuoi obiettivi, la tua meta!”  vorrei dir loro che la volontà ferrea da sola non basta, perché la carta che pesa più della volontà stessa, è spesso la fortuna. Ci sono persone che per anni hanno tentato provato e riprovato e che davvero credevano nel loro sogno e volevano realizzarlo con tutto sé stessi, ma che non ce l’hanno fatta. E allora basta con questo “mettici tutto te stesso e ce la farai” perché le persone hanno bisogno sì di volontà per concretizzare i loro sogni, ma hanno anche bisogno di un po’ di culo.

Da ricordare.

La gente è strana. Insoddisfatta. Cambia idea continuamente, improvvisamente.

La gente è superficiale. Egoista. Individualista.

La gente approfitta dell’altra gente. Pensa per sé e a nessun’altro.

Ricorda di far affidamento su te stesso. È tutto. Tristissimo. Tristissima.

Ministro Ministra Minestra

La parte condicio lessicale è una cagata pazzesca. In futuro dovremmo quindi dire il piloto e la pilota? 🙂

Un sentito ringraziamento al nostro governo che pensa a questi temi (si sono accorti che non si possono imporre i lessemi alle persone? La Fedeli sicuramente no..Ed è pure ministro dell’istruzione..Con la 3media!). Ringrazio poi per l’ennesima riforma della scuola italiana fatta con i piedi (per non dire altro). Addio a TFA e PAS, è in arrivo il FIT. Da insegnante, penso sia meglio io vada ad allevare asini. 

Nessun bacio

Neve